Anche se le singole scene riferite a Maria sono sparse qua e là nei vangeli, esse tuttaviaformano una rete di rapporti i cui singoli momenti si illuminano, si moltiplicano e si approfondiscono a vicenda indefinitamente, come in una sala degli specchi.
Incontrando l'amore divino in Cristo, l'uomo non solo apprende che cos'è veramente l'amore, ma apprende pure nel contempo ed irrefutabilmente che egli, peccatore ed egoista, non possiede il vero amore.
Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l'unico «scudo della fede» e l'elmo della salvezza» e «la spada dello spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiera e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Ella è «porta del cielo», è assai più di Pietro la «portinaia celeste» che ci rende possibile l'accesso alla presenza di suo Figlio: per Mariam ad Jesum
Lo Spirito Santo è assolutamente al di fuori della tragica peccaminosità del mondo, non solo in quanto si trova al di sopra di essa, in un cielo puro, ma anche in quanto è nel più profondo dello stesso cuore umano.