L'opera di Adrienne von Speyr è basata su alcuni presupposti. Essi sono essenzialmente i seguenti: 1) l'autore dell'Apocalisse è il discepolo prediletto Giovanni, che l'ha scritta come sua ultima opera dopo il Vangelo e le lettere; 2) le sue affermazioni vanno prese sul serio. Egli ha realmente visto quel che...
L'atto è ad un tempo presa di possesso (conquista) e rinuncia: entrambe le cose però con uno sguardo al senso globale (logos reale) della nostra esistenza.
Chi non arrischia questo saltonon sperimenterà mai che cosa è nuotare, e così anche chi non osa il salto nella verità non raggiungerà mai la certezza della sua esistenza.
Può Dio perdere l'ultima pecorella smarrita del suo gregge? La creatura, per cui egli ha versato il suo sangue e ha patito l'abbandono da parte del Padre?
In tutta l'alternativa non si tratta quindi di conservatorismo o di progressismo, ma semplicemente di vedere se il cristiano, per amore dell'aggiornamento, possa sospendere il caso serio. In altre parole, se con la ragione possa fare esperimenti riguardo alla fede, senza che sia messa in discussione anche la carità.
Le cose che interessano Dio nella nostra obbedienza non sono quelle che ci sembrano facili, ma quelle che ci costano. Dio sottopone l'uomo a prove di carico, come un ingegnere con un ponte appena costruito.
L'amore misericordiosissimo può quindi posarsi su chiunque. Noi crediamo che esso lo faccia. E dovrebbero ora esserci anime che gli si chiudono permanentemente? Come possibilità di principio ciò non va escluso. Di fatto può diventare infinitamente inverosimile.