La Chiesa in un processo di morte perderà la sua figura e precisamente tanto più quanto più perfettamente essa vive in base al modello di Cristo, e di conseguenza quanto meno si preoccupa di mantenere la sua figura. Essa quindi non sarà preoccupata dell'affermazione della sua figura, ma della salvezza...
Se delle barriere umane fossero capaci di accogliere la pienezza di Dio, questo sarebbe un dono di Dio e non la forza di comprensione della creatura. Solo Dio può amplificarsi all'infinito senza rompere la finitezza.
Un rapporto di conoscenza che non fosse al servizio dell'amore, non potrebbe avere, all'interno della teologia, nessuna pretesa di essere una parte della sua logica.
Nel consenso era sola come ognuno di noi nella missione decisiva nella sua via deve stare solo davanti a Dio e pronunciare il suo per essere, soltanto da quel momento, inviato nuovamente nella comunità.
La domanda circa la verità nella teologia è la domanda circa il suo oggetto: Dio, che nella sua Alleanza, è alla fine nel suo Verbo incarnato, è diventato un Dio con noi e per noi.
L'entrata della Parola e dello Spirito divini nell'uomo mette quest'ultimo davanti alla drammatica esigenza di corrispondere a questo Spirito ed a questa Parola.
Il punto è quello di sapere se da ultimo Dio nel suo piano di salvezza dipenda, voglia dipendere dalla scelta dell'uomo, o se invece la sua libertà che vuole solo la salvezza e che è assoluta, non rimanga prevalente sulla libertà umana, creata e quindi relativa.