Incipit di “Vita e miracoli di Tieta d’Agreste”, di Jorge Amado Silenzio e solitudine, il fiume penetra in mare…

Silenzio e solitudine, il fiume penetra in mare, nell’occano senza limiti, sotto il cielo spalancato; la fine e il principio. Dune immense, nitide montagne di sabbia, la bimba che corre in salita come una capretta, sul viso la chiarità del sole e il sibilo del vento, i piedi lievi e scalzi la distanziano dall’uomo forte, sui quaranta, che la insegue.
Ansimando, l’uomo sale, col cappello in mano perché non si perda nel vento. Le sue scarpe affondano nella sabbia, il riflesso del sole lo acceca, acuta lama di rasoio, il vento gli taglia la pelle. Il sudore gli scorre per tutto il corpo: desiderio e rabbia: quando t’acchiappo, peste! ti scasso e t’ammazzo.

Incipit

Vita e miracoli di Tieta d’Agreste

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